UN GRAN BEL FILM

Si è appena concluso il Festival di Cannes e una domanda è tornata a riaffiorare tra critici, giornalisti e appassionati: dove vive oggi quell’immaginario capace di rendere l’Italia immediatamente riconoscibile agli occhi del mondo?

L’assenza del nostro paese dal concorso principale ha riportato l’attenzione proprio su questo. Non accadeva dal 2017 che nessun film italiano fosse presente nella selezione ufficiale.

Per decenni il nostro cinema non ha raccontato soltanto storie.
Ha raccontato atmosfere.

Ha raccontato il modo in cui l’Italia viveva l’estate, la convivialità, la provincia. Le strade percorse con i finestrini abbassati. Una deviazione improvvisa. Un’insegna discreta nascosta tra gli alberi.  I tavoli all’aperto. I pranzi che iniziavano lentamente e finivano quando fuori era già buio. I bicchieri pieni sui tavoli. Le finestre aperte sul verde. Le cene che continuavano mentre fuori il giorno lasciava posto alla notte.

Molti dei film italiani più ricordati nel mondo non costruivano il loro fascino attraverso grandi effetti o scenografie spettacolari. Bastava un’atmosfera. Una cena. Un viaggio. Un gruppo di persone sedute attorno a una tavola mentre la sera cambiava lentamente colore.

Ne Il Sorpasso tutto aveva il ritmo del movimento. L’Italia scorreva attraverso i finestrini abbassati, tra soste improvvise nei ristoranti di provincia, pranzi improvvisati lungo la strada, tavole rumorose attraversate dal sole di agosto. Mangiare, viaggiare, fermarsi: ogni gesto diventava parte dello stesso racconto. La cucina, il paesaggio, perfino le pause sembravano raccontare un Paese quanto i dialoghi stessi.

In Stealing Beauty l’atmosfera cambiava tono, ma non intenzione. I giardini diventavano ombreggiati e silenziosi, le tavole si accendevano nella luce della sera, le conversazioni si allungavano tra vino, alberi e aria tiepida. Tutto sembrava immerso in un’eleganza naturale, mai costruita. Anche lì, più della trama, restava addosso una sensazione precisa: il piacere di stare in un luogo bello senza bisogno di altro.

Due film lontani tra loro, eppure uniti dalla stessa capacità di trasformare dettagli quotidiani in memoria collettiva.

Allora, forse, quell’immaginario continua a sopravvivere nei luoghi reali.
Nei ristoranti immersi nel verde. Nelle province eleganti lontane dal rumore delle città. In quelle serate estive che sembrano appartenere già a un ricordo ancora prima di finire.

Il nostro Ristorante custodisce naturalmente qualcosa di tutto questo. La luce che filtra tra gli alberi nelle ore del tramonto, i tavoli che si riempiono lentamente, il profumo del vino e della cucina che accompagna le conversazioni: ogni elemento sembra appartenere a quell’idea d’Italia che il cinema ha raccontato così bene per decenni.

Alla fine, certi luoghi assomigliano ai film che continuiamo a ricordare negli anni. Non per una singola scena, ma per il modo in cui riescono a restarci addosso.

Tarantola © 2022 - All rights reserved