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AAA… RISTORANTE APERTO CERCASI

Per molti anni agosto aveva un suono particolare.

Era quello delle serrande che si abbassavano una dopo l’altra, dei negozi con il cartello “Chiuso per ferie”, dei cancelli delle fabbriche che rimanevano chiusi per settimane. Gli uffici si svuotavano, il traffico spariva e le città assumevano un’aria insolita, quasi sospesa.
Le vacanze non erano distribuite nell’arco dell’anno come accade oggi. C’era un mese, e quel mese era agosto.
Negli anni del boom economico, la chiusura estiva delle grandi industrie – dalla FIAT alla Pirelli, dall’Olivetti a centinaia di altre aziende – finiva per scandire il tempo dell’intero Paese. Quando si fermavano le fabbriche, rallentava anche l’Italia. Era un rito condiviso, quasi una convenzione sociale, che accomunava operai, impiegati, commercianti e professionisti.
Intere famiglie si mettevano in viaggio nello stesso fine settimana. Le automobili cariche fino al tetto, le code in autostrada, le partenze all’alba per evitare il traffico: immagini diventate parte della memoria collettiva, raccontate dal cinema, dalla televisione e dagli album di famiglia.
Anche rimanere in città aveva un sapore particolare. Le strade erano silenziose, il tempo sembrava rallentare e la vita quotidiana si faceva improvvisamente più lenta. Trovare un’insegna aperta non era per nulla semplice e lo stesso accadeva con i ristoranti, che in quei giorni diventavano un approdo per chi era rimasto o per chi rientrava da una giornata al lago, in montagna o al mare.
Oggi quel rito si è trasformato. Le ferie si distribuiscono durante tutto l’anno, le città continuano a vivere anche nel cuore dell’estate e quel grande Paese chiuso per ferie appartiene ormai soprattutto ai ricordi.
C’è però una cosa che non è mai cambiata: il desiderio di rallentare. Di ritagliarsi qualche ora per sé o da dedicare alle persone con cui si sta bene, di respirare un po’ di quiete, di lasciare fuori la fretta e gli impegni. Di saper prendersi quello che c’è con la giusta calma. La giusta misura. Il giusto tempo.
La tavola arriva quasi naturalmente: senza guardare l’orologio, accompagnati da una conversazione, un buon calice di vino e una cucina che segue lo stesso ritmo. Anche per questo abbiamo scelto di rimanere aperti per tutto il mese: perché crediamo che certi momenti abbiano un tempo perfetto per essere condivisi.
E se i giorni ritrovano una nuova dimensione, la nostra cucina decide di seguirla.
La carta delle vivande si farà volutamente più essenziale, lasciando maggiore spazio a ciò che arriva ogni mattina dal mercato. Accanto ai piatti del menu nasceranno proposte fuori carta pensate per seguire la natura. Ricciola, gambero rosso, finferli, porcini, fragoline di bosco, lamponi e altri prodotti nel loro momento migliore diventeranno ricette che esisteranno il tempo di una stagione, o talvolta solamente di un pranzo o di una cena.

Il nostro paese è cambiato, eppure agosto è rimasto lo stesso.
In fondo, è questo il privilegio che dobbiamo saper cogliere.
Buone vacanze!

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