IL GIRO D’ITALIA
Una linea sottile attraversa l’Italia, non si vede sulle mappe ma ogni anno ritorna. È fatta di strade, salite che stringono il fiato, discese che spalancano lo sguardo. Il Giro d’Italia nasce da lontano, da un’idea semplice e ostinata: unire il Paese pedalando, portare il racconto nei borghi, tra la gente, trasformare ogni tappa in qualcosa che resta. Un tempo di eroi solitari, biciclette pesanti, mani segnate dalle strade sterrate; poi le folle, le bandiere, le voci accese al passaggio dei corridori. Il senso non è cambiato: attraversare l’Italia e sentirla mutare sotto le ruote, dalle montagne al mare, dalle città ai campi, senza fermarsi davvero. Prima di tutto un viaggio. E ogni viaggio, in Italia, incontra la tavola. Al Ristorante Tarantola questa stessa idea prende un’altra forma, più raccolta ma non meno intensa: un Giro d’Italia nei piatti. Non servono biciclette, basta sedersi. La carta delle vivande diventa una mappa, ogni portata una tappa, ogni ingrediente una voce che cambia tono. Passano profumi di terra e richiami di mare, una narrazione che si muove da nord a sud senza perdere unità, con deviazioni leggere che sfiorano altri confini, proprio come accade nelle ultime edizioni della corsa. Si può partire dalla Sicilia con il gambero blu di Mazara del Vallo o il pane cunzato, oppure arrivarci con un cannolo e un gelato espresso alla ricotta. Passare in Sardegna, e al profumo del mirto che accompagna l’agnello oppure in Campania con il limone di Sorrento che esalta il salmone. Risalire all’entroterra della Toscana per il Pecorino sbriciolato sul battuto di manzo o attraversare il Piemonte per scoprire l’asparago di Santena fino ad arrivare a Milano con la Cotoletta, misura e memoria di un antico sapere. I percorsi sono infiniti, così come le strade. Il ritmo però cambia: non conta soltanto arrivare, conta capire ciò che si attraversa. Il Giro d’Italia tiene insieme un Paese intero, metro dopo metro. Qui succede lo stesso, sapore dopo sapore. Alla fine resta una traccia, una geografia intima: chi pedala e chi si siede a tavola cercano la stessa cosa, un pezzo d’Italia da portarsi dentro.

